La sede della "Econsul srl" a Folignano (Ascoli Piceno)

La sede della “Ecoconsul srl” a Folignano (Ascoli Piceno)

(t. ve.) VEROSIMILMENTE si deve dire che è tutta colpa del “puzzo”. Quello denunciato dagli abitanti vicini all’impianto dei rifiuti, e quello rilevato dal magistrato all’apertura del fascicolo avente per oggetto “raccolta differenziata dei rifiuti frazione organica”.

Andando per ordine, primo documento, la determina della dirigente all’Ambiente Giovanna Recchia del 30 aprile 2012, seguito dalla delibera di giunta del 26 settembre, nelle quali si approva il progetto della marchigiana “Ecoconsul srl” su via Sant’Angelo Romano, nei pressi del cementificio “Buzzi Unicem”.

“Ecoconsul” spes ultima dea visto che si tratta della sola azienda che ha mostrato interesse. Dopo che è andato deserto il “bando di gara a rilevanza comunitaria” del 13 dicembre 2011. Il solo. Perché dopo il primo affidamento diretto, causato appunto dalla mancanza di interessati, il Comune non ci ha riprovato. E per quattro anni-volte la discrezionalità ha prevalso.

Il marchio della società

Il marchio della società

Si diceva del “puzzo”. Che hanno notificato in Procura i residenti della zona limitrofa all’impianto. Una protesta che è infine planata sulle scrivanie del pubblico ministero Luigi Pacifici e del procuratore Andrea Calice. La verifica delle denunce ha comportato una seconda conseguenza, quella sulle modalità degli affidamenti alla “Ecoconsul srl”. Così stamattina a Guidonia Montecelio sono arrivati gli avvisi di garanzia. Otto. Oltre che Giovanna Recchia, dirigente dell’assessorato all’Ambiente del tempo, dovranno discolparsi a vario titolo dall’accusa di abuso d’ufficio e altro, Eligio Rubeis, Andrea Di Palma, Marco Berlettano, Massimo Casavecchia, Patrizia Salfa, Enrico Scattone, Domenico Zulli. Ovvero il sindaco titolare, l’attuale sostituto – all’epoca dei fatti assessore all’Ambiente – e il resto dell’esecutivo della giunta Rubeis I.