La nota della direttrice sanitaria e del direttore generale della Roma5

RICOVERI SELEZIONATI NELLA ASL RM 5. Da mercoledì 12 ottobre recita un post su Facebook (che ha sostituito il solito comunicato-stampa»), «Blocco assoluto dei ricoveri di elezione» oltreché ingressi a visitatori e parenti dei pazienti.
E’ la decisione assunta dalla dottoressa Velia Bruno d’accordo con il direttore generale dell’azienda Giorgio Santonocito. Portoni chiusi in tutti e 5 i nosocomi di Tivoli, Monterotondo, Subiaco, Palestrina e Colleferro.
Causa delle saracinesche abbassate, la «ingravenescenza», ovvero il progressivo aumento-aggravamento dei casi di “Covid-19″. In sostanza, servono posti letto da utilizzare per la pandemia.
Un Sos della dirigenza della Asl che ci si augura non necessario, necessaria precauzione a fronte dei numeri della «seconda ondata» del contagio che stanno superando ogni peggiore previsione.
Per fronteggiare la consueta emergenza – nella Asl mancano «regolarmente» 889 posti letto –, la direzione della Rm5 avrebbe previsto la dotazione in aumento di 13 postazioni (3 a Palestrina, 4 a Tivoli e 6 a Colleferro), a fronte della destinazione di una trentina di letti «ordinari» a pazienti ricoverati in lista d’attesa per interventi operatori già programmati.
La misura si direbbe intenda decongestionare, già nell’annuncio della selezione, le aree critiche dei pronto soccorso e della medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza, spesso sovraffollate di pazienti critici necessitanti di elevata intensità di cure così come di altrettanti ma collocati alla punta contraria dell’assistenza.
Un problema, quello dell’attività ospedaliera, che non pesa soltanto sul servizio della Asl Rm5. Stessa questione di letti da destinare al Covid-19 si sta profilando al Policlinico Umberto I, mentre si propone ”seguace” dell’azienda con sede a Tivoli l’«Inmi Lazzaro Spallanzani», che da ieri accetta soltanto «pazienti Covid-19»: «Questa disposizione, concordata con la direzione sanitaria e con tutta la rete ospedaliera del Servizio sanitario regionale, è necessaria per garantire la disponibilità dei posti letto per l’emergenza SARS CoV-2» si legge in una nota dell’“Unità di crisi” della Regione Lazio.