Arcinazzo Romano

Arcinazzo Romano

di GIORGIO DE SANTIS

IL SINDACO Giacomo Troja e la giunta – secondo la minoranza “SiAmoArcinazzo” – continuano a non rispettare le regole per il funzionamento del Consiglio comunale, la rappresentanza più alta che esiste in ogni Comune. E’ dal 20 agosto che la minoranza chiede un consiglio straordinario con all’ordine del giorno la revoca dell’adesione al “Paes” (Piano d’azione per l’energia sostenibile) che riguarda la consumazione di “cippato” per produrre energia e quindi sottoporre a rischio e inquinare un’area verde come gli Altipiani di Arcinazzo, territorio tra i più pregiati ed invidiabili d’Italia, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Zona d’alto pregio paesaggistico. Dopo molte interrogazioni su altri temi scottanti, come la costruzione di un parcheggio multipiano, costato un’enormità ai cittadini, i problemi della Tares, e molti altri ancora, la minoranza ha fatto sentire la sua voce.

Federico Valerio, scienziato: il "cippato"? queste centrali sono illegali "In Italia, sono ormai un centinaio le centrali elettriche alimentate direttamente o indirettamente, con biomasse, ovvero prodotti vegetali (cippato di legno, scarti alimentari, oli di mais, sansa di olive...) e scarti animali (pollina, scarti di macellazione, deiezioni da allevamenti suini e bovini). Inoltre, quindici sono gli inceneritori che oggi in Italia producono elettricità bruciando materiali di origine organica (scarti alimentari, materiali cellulosici, sfalci, potature...). Tutte queste centrali esistono, in quanto, inceneritori compresi, permettono affari sicuri, grazie agli incentivi quindicennali generosamente regalati loro, con i Certificati Verdi, certificati pagati da tutti gli Italiani, con l'apposita tassa fissata sulla bolletta della luce. Ebbene, tutte queste centrali sono illegali! L'illegalità e' dovuta al fatto che tutti questi impianti, una volta entrati in funzione, hanno peggiorato la qualità dell'aria dei territori che li ospitano con l'immissione in atmosfera di importanti quantità di ossidi d'azoto, polveri sottili e ultra sottili, idrocarburi policiclici aromatici, diossine... La legge violata e' il Decreto Legislativo 155/2012 che, tra le sue finalità, prevede di "mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove buona e migliorarla negli altri casi".

Federico Valerio, scienziato: il “cippato”? queste centrali sono illegali
“In Italia, sono ormai un centinaio le centrali elettriche alimentate direttamente o indirettamente, con biomasse, ovvero prodotti vegetali (cippato di legno, scarti alimentari, oli di mais, sansa di olive…) e scarti animali (pollina, scarti di macellazione, deiezioni da allevamenti suini e bovini). Inoltre, quindici sono gli inceneritori che oggi in Italia producono elettricità bruciando materiali di origine organica (scarti alimentari, materiali cellulosici, sfalci, potature…). Tutte queste centrali esistono, in quanto, inceneritori compresi, permettono affari sicuri, grazie agli incentivi quindicennali generosamente regalati loro, con i Certificati Verdi, certificati pagati da tutti gli Italiani, con l’apposita tassa fissata sulla bolletta della luce. Ebbene, tutte queste centrali sono illegali! L’illegalità è dovuta al fatto che questi impianti, una volta entrati in funzione, hanno peggiorato la qualità dell’aria dei territori che li ospitano con l’immissione in atmosfera di importanti quantità di ossidi d’azoto, polveri sottili e ultra sottili, idrocarburi policiclici aromatici, diossine… La legge violata è il Decreto Legislativo 155/2012 che, tra le sue finalità, prevede di “mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona e migliorarla negli altri casi”.

Esplosiva ed indignata la dichiarazione del giovane capogruppo Luca Marocchi: “Non potevamo e non possiamo più tollerare tal presa di posizione, nonché increscioso ed antidemocratico comportamento, che il primo cittadino di Arcinazzo Romano, ha tenuto e continua a tenere ai danni dell’opposizione e verso chi essa rappresenta. Tal atto lo dovevamo e lo dobbiamo alla nostra cittadinanza. Abbiamo provato a mediare per la questione in causa; abbiamo voluto aspettare e credere alle parole del sig. Troja, il quale a più riprese, ha dichiarato che avrebbe risposto ai quesiti posti. Queste risposte però a tutt’oggi, a noi, non sono ancora pervenute. Sono mesi che oramai attendiamo invano quanto promesso. Ora diciamo “basta”. È ora che il Sindaco, in virtù della carica che ricopre, rispetti l’opposizione e soprattutto chi essa rappresenta. Noi non siamo qui a farci prendere per i fondelli da nessuno. Siamo stati chiamati a ricoprire questo ruolo e questo faremo; anche a costo di metterci contro quella o quell’altra persona. Abbiamo già espresso più volte ed in più circostanze, il nostro pensiero concernente il nostro modo di agire; quel pensiero coincide con legalità e trasparenza che più volte qui, in questo Paese sono state decantate, ma altrettante volte qui, nello stesso Paese, sono state dimenticate”.

Il Decreto legislativo n. 267/2000, all’articolo 43, prevede da una parte, il diritto dei consiglieri comunali di presentare interrogazioni e mozioni per ottenere dagli uffici competenti tutte le notizie e le informazioni in loro possesso necessarie e utili all’espletamento del proprio mandato, e dall’altra, l’obbligo per il sindaco e/o per gli assessori da esso delegati di rispondere entro trenta giorni alle interrogazioni e a ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. In molti comuni d’Italia per casi analoghi, in merito alle mancate risposte sulle interrogazioni consiliari presentate, alcuni membri hanno fatto ricorso alla diffida stragiudiziale verso i sindaci per mancata osservanza del Testo unico degli enti locali, dello Statuto e del Regolamento comunale. Forse potrebbe essere questo il passo successivo a quello attuale dei consiglieri d’opposizione?