PER DOMENICO DE VINCENZI 10MILA EURO DA BUZZI. CONTABILIZZATI. Lirio Abbate lo preannunciava nel numero dell'Espresso in edicola: gli inquirenti sono alla ricerca del libro nero della conglomerata "29 giugno" di Salvatore Buzzi. Da quanto si capisce dagli sviluppi e dalle indiscrezioni trapelate, oggi il registro - di tanto si tratta -, contenente la contabilità dettagliata delle elargizioni in "nero" della coop, ha fatto la sua apparizione. Durante l'interrogatorio della segretaria del sodale di Massimo Carminati. Nadia Cerrito lo avrebbe consegnato agli inquirenti.  Ma un altro elenco, pubblico stavolta, ha fatto la sua comparsa, come anticipa il Fatto Quotidiano online: si tratta delle somme che Salvatore Buzzi ha versato "legalmente", con tanto di iscrizione del beneficiato: tra costoro, appare Domenico De Vincenzi, ex presidente della Cotral spa, ex candidato sindaco di Guidonia Montecelio per il centrosinistra, ora (ex?) candidato alla segreteria d'un alto esponente del Consiglio regionale del Lazio (essere "bocciato" dai propri elettori evidentemente nel Pd non nuoce. Tutt'altro). Per lui, 10 mila euro.

Pur avendo una coop della “29 Giugno” in casa, a Guidonia regna il silenzio più totale, apparentemente indifferenza, un’attesa che per qualcuno forse cela il timore personale e/o partitico. Da tutto ciò, e dai fatti criminosi svelati in questi giorni, prende nettamente le distanze Michele Venturiello, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Guidonia Montecelio. “Piena (e vera) applicazione delle recenti norme anticorruzione” chiede in una nota indirizzata al sindaco Rubeis.

Il consigliere comunale prende spunto dalla pubblicazione della vicenda della “coop Edera” operativa a Guidonia – apparsa su hinterlandweb e sul Corriere della Sera di ieri -, per chiedere: “1) una verifica capillare degli appalti per beni e servizi in essere e in corso di aggiudicazione; 2) la sospensione fino alla verifica della persistenza dei requisiti antimafia degli operatori sotto contratto dell’ente attraverso il trasferimento di tutti gli incartamenti in questione all’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione); 3) la rotazione immediata di dirigenti e funzionari coinvolti direttamente nella gestione e nell’aggiudicazione di gare d’appalto, come del resto previsto dalle normative…”.

Il rappresentante di Fi – che precisa di parlare a stretto titolo di consigliere comunale e non del gruppo che presiede – vuole inoltre “che vengano sottoposti a verifiche approfondite tutti gli atti, troppi, che negli ultimi mesi, per prendere in considerazione solo un lasso di tempo limitato, sono stati oggetto di revoca in autotutela, fosse solo anche per accertamento di meri errori materiali, facendo proprie in un momento così particolare le istanze di altre personalità presenti nel gruppo consiliare di Forza Italia”.

Finalmente un tentativo di far entrare un po’ d’aria pulita nel Palazzo vien da dire. Senonché, l’ultima parte della nota – non riducendo la portata del resto – suscita qualche perplessità. Non si capisce dove voglia andare a parare infatti la richiesta di Venturiello al prefetto di Roma per la “verifica della gestione degli immigrati in strutture ricadenti all’interno del territorio comunale dal momento che il filone predominante dell’inchiesta della Procura di Roma riguarda proprio quel comparto”. Non è esattamente così. Perché assente è l’altro grande capitolo sugli appalti per i rifiuti. Sul quale il capogruppo di Forza Italia non spende un cenno. A Guidonia Montecelio per di più. Edera, Aimeri, Inviolata, Cerroni, Baruchello? Comunque, Michele Venturiello è in tempo per rimediare. (t.ve.)