di TOMMASO VERGA

L'ingegner Mario Beomonte

L’ingegner Mario Beomonte

CHI CONSIGLIAVA di affidarsi ai ghostbusters è servito: la “Cilento ingegneria” esiste. E non per effetto della sorpresa trovata nell’uovo di Pasqua, ma perché lo annuncia – quasi a voler zittire i molti miscredenti “annidati” dalle nostre parti – un comunicato-stampa dell'”Anas” (Azienda nazionale autonoma strade): il 20 marzo, l’ingegner Mario Beomonte è stato nominato direttore dei lavori del macrolotto compreso tra Laino Borgo e Campotenese dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria (per memoria: si parla del tratto comprendente il viadotto Italia crollato il 2 marzo d’un anno fa; a causa di quell’evento perse la vita un operaio rumeno, Adrian Miholca, di 25 anni).
La designazione si deve al general contractor, il consorzio Italsarc, formato da Cmb e Ghella. Come detto e ripetuto, tale tipo di investitura è uno degli effetti più gravi della berlusconiana “Legge obiettivo” del 2001 per la quale l’esecutore dell’appalto si sceglie il controllore dei lavori. Ciò «consente la prosecuzione dei lavori del cantiere – puntualizza l’Anas -, nel quale sono impegnati circa 800 addetti e che ha un avanzamento del 22%». Ossia un quarto dell’opera. La percentuale di incremento si deve alla guida del precedente responsabile, messo fuori gioco dalla magistratura. Si tratta di Stefano Perotti, arrestato nell’ambito dell’indagine «Sistema» sulla corruzione nelle grandi opere (compresa, appunto, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria). L’affaire Ercole Incalza, insomma, del quale Perotti, accusano gli inquirenti, rappresentava il “braccio operativo”.
Quindi, la sostituzione con Mario Beomonte, ingegnere,

Il geometra Anacleto Lupo

Il geometra Anacleto Lupo

venuto al mondo dieci anni dopo Caporetto, una passione per il mare (nel palmares, la traversata dell’Atlantico in 17 giorni, a 81 anni), una infinità di incarichi nelle associazioni e negli Ordini della categoria. Ma anche, dal 1999, titolare della “Cilento ingegneria srl” insieme con il geometra Anacleto Lupo. Un binomio cementatosi nella comune dipendenza per trent’anni presso un’altra società.
16 ingegneri, 5 architetti, 1 geologo, 14 geometri, 2 segretari, guidata da un personaggio dalle ampie vedute e relazioni come Beomonte, la “Cilento ingegneria” vanta una serie di partecipazioni alla realizzazione di “grandi opere”. Tanto per citare: strade, piani regolatori, autostrade, viadotti, la metroC a Roma, studi, progettazioni. Con orgoglio, giustamente, illustrati nella “vetrina” disponibile sulla homepage del sito. Commesse da milioni.
Salvo una. Di “appena” 90 mila euro. Oneri e previdenza esclusi, il netto si attesta a 71 mila. Somma derivante dall’aggiudicazione d’una frazione dell’appalto relativo al “Plus” (Piano locale urbano di sviluppo; 5 milioni di euro provenienti dalla Comunità europea). Come mai la “Cilento” partecipa a una “piccola opera” nonostante, come constatato, la filosofia aziendale volga all’opposto? Difforme quanto basta per incuriosire.

Il cantiere della metroC a Roma

Il cantiere della metroC a Roma

Intanto, i compiti della srl dell’ingegner Beomonte e del geometra Lupo a Guidonia. La “direzione dei lavori” del sistema viario Tor Mastorta-Selciatella. Sbagliato: si occupa del “coordinamento sicurezza”. No, ennesimo errore: si tratta dell’”affidamento dei servizi tecnici” del sistema viario. Volendo, ci sono le “spese conglobate in fase di esecuzione”. Difficile raccapezzarsi, ma il cronista non ne ha alcuna colpa. Tutto il virgolettato, parola per parola, è copiato dalle carte ufficiali del Comune. Sulle quali, di volta in volta, si leggono attribuzioni diverse una dall’altra.
Un’aggiunta, da non trascurare: 150 giorni la durata dell’incarico alla “Cilento ingegneria”.
Risalendo per li rami, si scova dal bando di gara. E’ il 29 aprile 2014. A firma dell’architetto Angelo De Paolis, capo di gabinetto del sindaco-affidatario dell’interim ai Lavori pubblici-coordinatore del Plus, viene indirizzato un invito a 4 architetti e alla “Cilento ingegneria srl”. I professionisti nemmeno si presentano, la società sì. “Importo a base d’asta: 75.407 euro più Iva e oneri previdenziali”. 58.005 per “onorario direzione dei lavori e contabilità”; 17.401 per “spese conglobate in fase di esecuzione”. Gara aggiudicata il 15 maggio per 71.637 euro. L’offerta della srl è al “massimo ribasso”, meno 5%.
De Paolis firma la ‘determina’ l’11 giugno. Approva l’offerta della “Cilento ingegneria” e liquida l’onorario, per intero, 90.823 euro. Causale: “direzione dei lavori e coordinamento sicurezza”. Coordinamento sicurezza? Compito ignoto al bando di gara (si perdoni l’ignoranza delle formulazioni tecniche, ma l’italiano non è ancora un’opinione). Resta la direzione dei lavori. Che per la “Cilento” si conclude lì, l’11 giugno, poco più di un mese dall’affidamento, sostituita dalle competenze di Angelo De Paolis.

Quali compiti ha svolto la “Cilento”?

In 5 settimane anziché 150 giorni?

In quanto scritto sin qui si trovano parti note. Perché hinterland ne ha già trattato. Senza che dalla “Cilento ingegneria” né dal Comune si alzasse, flebile o tonante (pubblicheremmo lo stesso) una voce indirizzata a spiegare le cose, a chiarire le ambiguità – almeno così appaiono – della vicenda. Una necessità, specie in momenti in cui gli appalti pubblici hanno provocato le dimissioni di un ministro e generale sconcerto. Oltretutto, il cantiere Selciatella-Tor Mastorta presenta altri e probabilmente futuri, molto prossimi, problemi (proprio in queste ore si sta decidendo cosa fare dopo il ritrovamento di quella che si va profilando come un’antica città romana).
Non si vuole andare oltre, tanto più che dirigenti e politica non possono non sapere che la Comunità europea ha fissato modalità di erogazione molto strette e vincolanti (ad esempio: non si può cambiare il direttore dei lavori). Pena, la revoca del finanziamento. Una conclusione che creerebbe danni enormi visto che la cassa del Comune ha anticipato 3 milioni contro 799.496,27 euro erogati.
Sinora ha imperato la regola del silenzio. Ma la recidiva non provoca la resa. E’ il contrario. Prendendo atto che quando ci si imbatte in Tafazzi la dissuasione è inutile. Naturalmente avvisandolo che non sta bene scambiare i suoi con quelli dei cittadini.