di TOMMASO VERGA
IL MONTE SARA’ PURE CARNEVALE (foto sopra) ma è un fatto che i giudici l’hanno presa comunque molto seriamente. Al punto di aumentare di due anni la pena richiesta dalla pm Rosalia Affinito (un contributo a smontare la diceria nordico-giorgiana sulla necessità dell’unificazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudicanti). Conclusione: una condanna a 6 anni anziché 4. Per entrambi gli imputati, Flaminia Tosini, ex dirigente dell’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, e Valter Lozza, amministratore delle società «Ngr srl» e «Mad srl».

Flaminia Tosini

In l’aggiunta, una sanzione di 30.900 € ciascuno per illeciti amministrativi.
Le fasi del procedimento. Ad agosto 2021, la procura della Capitale, con la chiusura delle indagini – ipotesi di reato corruzione, concussione e turbativa d’asta –, otiene dal Gip il giudizio immediato per entrambi, sulla base dell’inchiesta condotta da Paolo Ielo e Nunzia D’Elia, procuratori aggiunti di Roma.
«Un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche»: è un passaggio dell’ordinanza con la quale la gip Annalisa Marzano ordina gli arresti domiciliari per Flaminia Tosini e per Valter Lozza, accusati, a seconda della posizioni, di corruzione, concussione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.
La specifica accusa della Gip sulla Tosini: «l’intero dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardia dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua dirigente è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Lozza. L’indagata, pur ricoprendo un incarico piuttosto delicato, con una straordinaria astuzia e inconsueta disinvoltura, ha manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale e lo faceva ricorrendo ad indebite scorciatoie».

Valter Lozza

Valter Lozza, secondo le indagini dei carabinieri del Comando tutela ambientale, avrebbe ottenuto l’autorizzazione per la trasformazione della discarica dei rifiuti inerti di Monte Carnevale a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu di Roma Capitale: la cosiddetta Malagrotta 2, poiché limitrofa alla discarica di Valle Galeria chiusa da anni.
Nell’ordinanza la giudice affermava che Tosini «non contenta, orientava le determinazioni regionali, in tema di rifiuti, agli interessi dell’amico imprenditore che gestiva anche le discariche di Civitavecchia e Roccasecca: nel primo caso assicurando a Lozza l’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi di Civitavecchia e nel secondo caso riuscendo a manipolare le determinazioni di altri organi dello Stato (la Presidenza del Consiglio dei ministri) assicurando a Lozza la conferma dell’innalzamento della quota della discarica di Roccasecca (a mt 16,70 come stabiliti originariamente dalla Regione Lazio». Regali di lusso e vacanze in cambio delle autorizzazioni © RIPRODUZIONE RISERVATA – info@hinterlandweb.pdf