Una riunione del Consiglio comunale di Guidonia

Una riunione del Consiglio comunale di Guidonia Montecelio

di TOMMASO VERGA

VENERDI’ SETTE, alle ore 9, si riunirà il Consiglio comunale di Guidonia Montecelio. La scadenza – diretta conseguenza delle vicende giudiziarie di Eligio Rubeis – dovrebbe servire a contare favorevoli e contrari allo scioglimento dell’assemblea. Ma se si aprisse la discussione e si votasse, sarebbe una sorpresa in quanto la  maggioranza di centrodestra ha già annunciato che non parteciperà alla riunione. Salvo defezioni. Forse una, forse due…

L’appuntamento e l’odg sono stati richiesti dal Pd. Che, di per sé, non avrebbe i numeri sufficienti, neppure se convergessero i due eletti del movimento 5stelle: in tutto, 8 i voti disponibili. Ma la semplice “conta” non rende appieno il motivo di una iniziativa altrimenti perdente in partenza. Perché i piddini auspicano confluenze dalla coalizione di governo, consiglieri che abbandonano il centrodestra e, nel segreto dell’urna, votano a favore dello scioglimento. Forse una, forse due…

Nel campo democrat, il possibile decadimento del Consiglio ha rianimato tutto il partito. E i molti aspiranti alla poltrona più alta. Ovviamente, in competizione tra loro. Il segretario Mario Lo Muscio, i consiglieri Simone Guglielmo, Emanuele Di Silvio e Domenico De Vincenzi. Donne? Non pervenute, almeno sino ad ora. Anche perché della maggiore “titolata”, Rita Salomone, si vuole aspiri alla candidatura in Parlamento, in coppia con Andrea Ferro dopo che Monica Gregori – i due vennero eletti insieme nel 2013 – ha abbandonato il Pd “renziano”.

“Voto di scambio”: un reato nemmeno adombrato

In termini di stretta attualità, c’è da segnalare la querela per diffamazione che stanno predisponendo i legali di Eligio Rubeis, il sindaco

Due capigruppo: a sinistra, Michele Venturiello, pdl; ed Emanuele Di Silvio, pd

Due capigruppo: a sinistra, Michele Venturiello, pdl; ed Emanuele Di Silvio, pd

ai “domiciliari” da due settimane. Tutto trova motivo in quel “se fosse confermato quanto emerso questa mattina a mezzo stampa, è chiaro che le elezioni amministrative 2014 sono state vinte da Rubeis con una politica clientelare e di voto di scambio. Proprio come sosteniamo da tempo”, un periodo del comunicato emesso dal Pd di Guidonia Montecelio il 21 luglio, a firma del segretario Mario Lo Muscio e dal capogruppo Emanuele Di Silvio. Come noto, “voto di scambio” è un reato, grave, comunque nemmeno adombrato, sottolineano i legali, nell’ordinanza di custodia cautelare del sindaco. Di qui la querela contro i due firmatari.

Il principio del à la guerre comme à la guerre ha provocato una seconda reazione. I difensori di Rubeis stanno esaminando un’altra frase, proveniente però dall’ordinanza della procura della Repubblica di Tivoli, laddove si contesta al sindaco l’induzione indebita a dare o promettere utilità. E chiederanno alla stessa Procura se la propaganda del Cotral, l’azienda regionale dei trasporti, diffusa nella fase preelettorale di Domenico De Vincenzi, con tanto di foto del soggetto – risanamento del bilancio, nuove assunzioni eccetera –, può configurare o meno la medesima ipotesi di reato. Per i cronisti (per loro sicuramente) ci sarà da divertirsi.

“Fare i conti” assente Rubeis: la “missione suicida” del Pdl

Sul versante maggioranza grandi movimenti si segnalano in Forza Italia. Sono entrati nel coordinamento provinciale Marianna Di Maio e Marco Bertucci. Nessuna elezione, decisioni prese in solitudine da Adriano Palozzi, responsabile Pdl della provincia romana, consigliere regionale del Pdl, ex sindaco di Marino. Città nella quale è alle prese con il medesimo problema di Guidonia Montecelio: il sindaco Fabio Silvagni arrestato il 9 aprile e sospeso, il vice ne fa le veci. E’ possibile che, forte della professionalità acquisita, Palozzi voglia adottare lo stesso canovaccio nella Città dell’aria. Così ha cominciato con la nomina di Andrea Mazza alla carica di coordinatore cittadino del partito. Anche se non se ne capiscono le finalità. Infatti, appare decisamente improbabile che nel Pdl si possa decidere qualunque cosa prescindendo dalla volontà di Rubeis e dal consenso che ancora riscuote in città, non è ancora tempo di requiem aeternam. A meno che il centrodestra non punti al proprio funerale.

Del tutto “fuori dei giochi” il movimento 5stelle. Consapevoli di aver dato il contributo decisivo alla “svolta” guidoniana – già la sola presenza in Consiglio comunale ha modificato i comportamenti, costringendo gli altri a passare dalla pantomima alla politica – Sebastiano Cubeddu e Giuliano Santoboni, i due consiglieri eletti nel 2014, continuano a tessere la trama abituale, collegando i problemi della città con il Palazzo. Anche rispetto allo scioglimento del Consiglio, i 5stelle sono un passo più avanti avendo presentato il dossier così titolato quasi un anno fa al prefetto. In questo momento è ragionevole pensare che la discussione interna interessi sia le candidature (su chi sarà il prossimo vincitore delle elezioni i pareri sono largamente favorevoli al movimento di Grillo) che il programma. C’è molta curiosità sulle “ricette” individuate per curare i mali di Guidonia Montecelio.