Francesco Menditto, a capo della Procura di Tivoli

Francesco Menditto, a capo della Procura di Tivoli

di GIULIANO GIRLANDO
TUTTO ERA cominciato con un annuncio pubblicato sul proprio profilo Facebook: “Si cercano piccoli artisti dagli 8 ai 16 anni possibilmente biondi con gli occhi azzurri da impiegare come elfo per Babbo Natale”. La realtà invece nascondeva una vicenda di abusi e violenze sessuali. Non personaggi fiabeschi e cartoni animati ma un film dell’orrore per le vittime che finivano nella rete del talent scout di Guidonia. “Joe”, 48 anni, di Villanova, da inizio mese in manette, accusato di violenza sessuale e corruzione aggravata e continuata nei confronti di minorenni. A mettere fine alla sua attività – concentrata tra Tivoli e Guidonia Montecelio – le indagini coordinate dal pm Andrea Calice e condotte dal pool antiviolenza del commissariato di Tivoli dell’ispettore Davide Sinibaldi.

Il presunto pedofilo avrebbe anche filmato gli incontri attraverso una telecamera nascosta e sarebbero stati ritrovati nella sua casa più di 5mila dvd contenenti video pedopornografici che le forze dell’ordine stanno vagliando. Le indagini sarebbero partite dal racconto di un ragazzo di 17 anni.

L'ingresso del tribunale di Tivoli

L’ingresso del tribunale di Tivoli

Un fatto di cronaca non inedito. Se non fosse che c’è una notizia nella notizia perché, per la prima volta in assoluto da quando è stato istituito, si schiudono le porte del tribunale di Tivoli anche ai “non addetti”: Francesco Menditto, neo procuratore capo, apre il suo ufficio per illustrare alla stampa sin nei dettagli una operazione giudiziaria. Inaugurando una stagione del tutto diversa da quella conosciuta negli anni passati.

Si presume sia consegnata agli archivi l’epoca durante la quale ai sostituti procuratori era impedito di comunicare con gli organi di stampa. Oggi invece si sono ascoltati i pm Andrea Calice, Gabriele Iuzzolino e Stefania Stefania. Insieme, l’appello che il procuratore Menditto ha lanciato attraverso i microfoni del Tg3, invitando le famiglie a “migliorare” il rapporto con i figli e a trovare il coraggio di denunciare gli abusi e le violenze sui minori.