di TOMMASO VERGA
IL “PISTOLOTTO” E’ CONTENUTO IN UN POST di Facebook. Sperimentato una prima volta con Mauro Lombardo, candidato del Polo civico: quello Nuovo. Destinatario adesso, Alberto Cuccuru, il candidato sindaco dei progressisti, protagonista della bella manifestazione che ieri pomeriggio-sera si è svolta a Villalba di Guidonia Montecelio (in alto, l’iniziativa a piazza della Repubblica), insieme con Roberto Gualtieri, primo cittadino di Roma e della Città metropolitana. Un risultato lusinghiero, decisamente oltre le aspettative (probabilmente anche per qualche dirigente del Pd).
C’è relazione ci si chiede tra il post e l’esito dell’incontro all’aperto promosso dal Partito democratico? (comunque si coglie il tentativo di reprimere un certo nervosismo). Non viene specificato ma non occorre (torna alla mente che, ai suoi tempi, alla Borgata Gordiani, a Roma, quando andavi allo stadio, oddio! al «campo Ramoni» dei fratelli Lucidi, dove giocava la “Forti e tenaci Preneste”, dovevi munirti a pieni polmoni di «…e nun ce vonno sta’», da indirizzare ai tifosi avversari che, all’opposto, erano ben felici di ricambiare). Nessun gentleman’s agreement, quindi, soltanto, nell’eventualità, il ghigno di soddisfazione con esclusione della paternale diretta all’avversario.
Va precisato che nella fase attuale ciascuno degli altri due candidati sindaci ha potuto presentare e raffigurare sui social, indisturbato, la propria riunione, nessuno ha interferito; in nessun senso né direzione.

Alberto Cuccuru, candidato dei progressisti alle elezioni di Guidonia Montecelio del 12 giugno; alla sua destra, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e della Città metropolitana

Nel caso in esame invece, c’è addirittura la rampogna. Scrive Maurizio Massini, ora sostenitore di Alfonso Masini, a capo dei resti di Forza Italia, tra i seguaci di prima fila di Eligio Rubeis, l’ex sindaco di Forza Italia: Alberto Cuccuru “oggi insegna la morale a noi del centrodestra, chiedo: sa quale è la situazione attuale delle casse comunali? (compresi i “buffi” dei padroni delle cave o senza? non viene specificato nonostante l’importanza, ndr). Se non lo sa, allora ci parli di ALLUMIERE, operazione di alta moralità del PD regionale, i cui risultati sono tangibili anche negli uffici comunali di Guidonia Montecelio”.
Allumiere? Tuttalpiù, volendo, va registrato che anche in quel paese si vota. E’ la democrazia, impegno che non dovrebbe costituire motivo di critica. Nemmeno per Forza Italia. Che però, stando alla prosa del firmatario, rappresenta certamente una recriminazione. E se fosse proprio questo il magone che attaglia l’autore dell’intemerata? Vediamo.
Nel post si coglie la delusione per un evento lungamente atteso, persino calendarizzato, dato per scontato, ossia un sicuro rinvio a giudizio tale da far rumore, “operazione di alta moralità del PD regionale”, dispositivo d’un battage processuale decisamente gonfio di aspettative. E invece… patapunfete. Infatti (attenuante: nell’informazione di gradimento massiniana la notizia non è nemmeno apparsa) il sindaco Antonio Pasquini è stato prosciolto in istruttoria su richiesta del pubblico ministero accolta dal Gip. Si era a Pasqua, metà aprile di quest’anno. Quindi nessun “processo politico” in piazza, sicura e virtuale, disinnescato il dispositivo che avrebbe dovuto portare allo scioglimento del Consiglio comunale della cittadina, al voto anticipato, all’illustrazione di Allumiere – dove il 12 giugno si vota “normalmente” – porta inferi.
Quale effetto, va dato atto al sindaco di Guidonia, Michel Barbet, di non aver dato retta ai sollecitatori del licenziamento degli assunti via Allumiere. Si immagini che cagnara avrebbero innalzato i medesimi trasferiti nei panni di moralisti alle prese con le sentenze sull’obbligo di riassunzione per violazione della «giusta causa».

Maurizio Massini, coordinatore cittadino di Forza Italia

Allumiere… un peccato, s’è sprecata l’occasione per fare davvero una ciceroneggiata sulla “moralità pubblica”, sulla “qualità” dei governi di Guidonia Montecelio, amministrazione 5stelle inclusa. E vedere l’effetto che fa il paragone con i tessitori della «ragnatela», i predecessori dell’«operazione» che sette anni fa consegnò a Rebibbia un’amministrazione di destra che lasciò alla città (più che ai successori) un “buco” di una cinquantina di milioni. Alzi la paletta: chi intende riportarli al governo?
Salvo il feeling ri-sbocciato tra Eligio Rubeis, Aldo Cerroni, Mauro Lombardo, nella lista dei «cugini» ci sono tutti. E perché tutti guardano Allumiere?
Diciamo la verità: per evitare che lo sguardo sia rivolto verso il basso-(Lazio)? Dove, volendo, la “questione morale» monterebbe come panna montata, in ultrabbondanza: Anzio, Nettuno, l’insediamento della ‘ndrangheta, un’ordinanza con il bel numero di 78 indagati e 65 arresti tra amministratori delle due città ed esponenti della criminalità calabrese. Questa aggressione della regione da diversi lati va messa celermente a nudo. A meno che, tornando nei paraggi, i forzisti locali non intendano ripetere, come suggerito dai loro maître à penser – che con l’«operazione ragnatela» “i giudici hanno invaso il campo della politica”. Meno male. Immaginarsi senza il loro intervento di quanti milioni sarebbe cresciuto il “buco”. Ammesso che un giorno decidessero di smetterla, di farla finita (per un giorno: ch’hai capito?). E fatela finita!!! “ e perché mai? si sta tanto bene qui”. © RIPRODUZIONE RISERVATA